La tecnica PETTICOAT per il trattamento endovascolare delle dissezioni di tipo B

La tecnica PETTICOAT per il trattamento endovascolare delle dissezioni di tipo B

Bertoglio, L., Rinaldi, E., Melissano, G., Chiesa, R.

Journal of Cardiovascular Surgery 2019

INTRODUZIONE/OBIETTIVI

Con l’obiettivo di verificare la fattibilità e la sicurezza della procedura di PETTICOAT è stata eseguita una ricerca sistematica della letteratura sui risultati della procedura, comparando i risultati clinici con gli stent-graft standard utilizzati per la breccia intimale prossimale e valutando i possibili benefici in termini di rimodellamento aortico.

MATERIALI E METODI

Gli articoli potenzialmente includibili sono stati cercati mediante un sistema di ricerca computerizzata MEDLINE e SCOPUS, nel periodo tra gennaio 2006 e giugno 2016. Le parole chiave utilizzate per la ricerca sono state: ‘dissezione’, ‘stent scoperto’, ‘toracica’, ‘endovascolare’ e ‘PETTICOAT’. Gli studi considerati per questa revisione sono stati scelti in base a questi criteri: più di 5 casi nell’articolo, che fornivano tutte le informazioni sul tipo di dissezione trattata e sull’insorgenza della stessa, che riportavano risultati tecnici e clinici.

RISULTATI

In letteratura sono stati identificati 11 studi (4 prospettici e 1 controllato) in cui il trattamento PETTICOAT è stato utilizzato (439 casi) in dissezioni di tipo A (N.=40; 9.1%) e di tipo B (N.=399; 90.9%) complicate da malperfusione in 48.4% dei casi con differenti modalità di insorgenza della dissezione: acuta in 295 casi (67.3%), subacuta in 54 casi (12.3%) e cronica in 90 casi (20.5%). Data l’eterogeneità della coorte, sono stati raggruppati solo i risultati peri-operatori di 4 articoli (143 pazienti) che riportavano la procedura di PETTICOAT eseguita in un singolo stadio per il trattamento di dissezioni di tipo B acute (89 casi) e subacute (54 casi). I dati raggruppati hanno dimostrato che la procedura è tecnicamente fattibile e sicura con una percentuale di mortalità a 30 giorni del 4.9% e un successo clinico del 90.2%. Sei articoli su 11 hanno proposto un confronto clinico tra solo TEVAR ed associato a PETTICOAT nella stessa procedura in assenza di sostanziali differenze in termini di risultati a breve termine. In termini di rimodellamento aortico, 9 articoli su 11 hanno riportato il comportamento dei lumi dopo la procedura. Tutti gli studi hanno osservato una iniziale espansione significativa del vero lume nell’aorta toracica e addominale, per quanto riguarda il falso lume, invece i dati sono più eterogenei: il falso lume decresce in dimensione in modo significativo nel post operatorio sia nell’aorta toracica che addominale, dovuto alla ridistribuzione dei lumi, ma, al follow up (in 6 studi) il falso lume continua a decrescere in dimensione nell’area dello stent-graft, mentre nell’aorta addominale rimane stabile, in assenza di stenosi (4 studi) o incrementi (2 studi al follow up di 2 anni).

CONCLUSIONI

L’analisi dei dati della letteratura, non solo ha dimostrato che la tecnica del PETTICOAT è sicura e fattibile, ma che è anche in grado di migliorare l’effetto del TEVAR prossimale e di espansione del vero lume dell’aorta toracoaddominale distale eventualmente migliorando la perfusione d’organo. Tuttavia, poiché non ci sono evidenze di una migliore sopravvivenza a breve e medio termine e di un rimodellamento positivo del falso lume nell’aorta distale, rispetto a un semplice innesto di stent prossimale, un uso diffuso della tecnica PETTICOA T non è giustificato e dovrebbe essere limitato a casi complicati da una malperfusione dinamica come strumento aggiunto di salvataggio.

10.23736/S0021-9509.17.09744-0